Sul far della primavera, che stia attenta Signora, quella primavera lì inganna, perchè sembra che c'ha il sole, ma è freschino, si copra che un amico del cugino della cognata di mia sorella è morto. Dicevo, sul far della primavera, ha sentito che freddo Signora, ai miei tempi andavo in giro con la gonnellina già da febbraio e facevo già i primi bagni nel muschio, anche se adesso, con quel Saddam Hussein lì, non si può star tranquilli neanche a casa, che se ci tira un missile a noi chi è che ci difende? Dicevo, sul far della primavera, ha visto quei giapponesi poverini che poi non ho mai capito come fate a mangiare in quei ristoranti che c'e' la pizza che è così buona, soprattutto senza scontrino. Sul far della primavera, dicevo, mi reco alla Multisala Silent ove viene trasmesso il film del momento, che è 127 ore.
La Trama: un impiegato dell'ufficio delibera Leasing fa colpo su due ragazze facendo vedere quante cose di bilanci sa e con quale maestria sa richiedere un pagamento a immatricolazione avvenuta su fornitore di dubbia provenienza. Le due ragazze lo invitano subito a una festa procace nottruna. Il Deliberante, che è un vero figo, sta molto sulle sue, fa il prezioso e dice cose del tipo "Può darsi che venga - d'altronde nessuno sa niente di me, ne dove andrò a breve". che gran fico, dicono... e intanto il deliberante si chiude in casa, con delle pratiche leasing che lui sapientemente analizza il giorno prima, in modo da risultare un gran figo il giorno dopo. Mentre guarda distrattamente su Internet se qualcuno ha acquistato una nuova copia del suo libro, Frammenti di Pepite, una pratica gli scivola sotto il cuscino della poltrona di pelle. Cercando di prenderla gli si incastra il braccio sotto la poltrona.
E' il dramma.
E' il braccio che usa per deliberare.
Il film è la narrazione dettagliata degli stati d'animo e degli espedienti, quasi tutti infruttuosi, che il deliberante utilizza nelle successive 127 ore in cui ha il braccio bloccato sotto il divano. Prova a chiamare gli amici che lavorano in azienda da lui, ma essendo un'azienda non ci sono amici, ma solo colleghi. Allora prova a chiamare la sua ragazza, che però ha il vizio di tenere il cellulare senza suoneria e quindi non risponde. E non si preoccupa non sentendo notizie per 5 giorni, perchè il protagonista è un figo molto indipendente, che le sa tutte lui. Allora prova a chiamare gli amici che però da quando ha tolto SKY da casa non gli rivolgono più la parola. Alla fine dopo essere sopravvisuto per 127 ore, solo grazie a un fusto di birra di 5 litri e a un rotolo di salsiccia di 15 metri, si arriva al macabro finale della storia. Con uno sforzo sovrumano il deliberante scossa la poltrona in modo folle... non riesce a disincastrare il braccio ma la pratica da deliberare esce e viene scaraventata a terra. Aperta. Qui il regista un po' amante delle forti sensazioni (e se vogliamo facendo leva sull'attrazione per il macabro dello spettatore) indugia su un primo piano dell'istruttoria contenuta nella pratica. E' talmente un'istruttoria di merda che il deliberante vedendola ha una premonizione del suo futuro con suo figlio di 3 anni che gli sorride, lo guarda e gli dice "Cr regolare". Questo lo spinge a combattere e a prendere la decisione finale: tagliarsi il braccio! Perchè piuttosto che deliberare quella merda, è meglio privarsi di un braccio.
Nel gran finale si vede il deliberante, sopravvissuto, che nuota in piscina e un sacco di commerciali, District e Regional che lo aspettano a bordo piscina.
"E' urgento! E' urgento! E' urgento!" fanno in coro appena mette la testa fuori dall'acqua.
Lui sorridendo mostra il braccio mancante e dice "non posso più deliberare!".
I commerciali si consultano per 15 secondi con frenesia e dopo aver analizzato con sapienza la problematica e aver individuato strategicamente il miglior piano d'azione rispondono "E' urgento! E' urgento! E' urgento!"
Voto della Pepi Enciclopedia del Cinema: 7 e mezzo

