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Come smettere di lavorare con 47 euro

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Romanzo umoristico-sportivo: è la storia (vera?) di un impiegato che decide di abbandonare l’odiato lavoro in banca per creare una ditta individuale dedita esclusivamente alle scommesse sportive, nella speranza di vivere di rendita stando comodamente seduti a casa e scommettendo su eventi cosiddetti “certi”. Il protagonista passerà dai campi di Serie A, ai campi di Serie B, attraverso folli invenzioni oniriche per legittimare le sue scelte (avventate?)– il tutto per arrivare al gran finale, con l’impiegato che si gioca letteralmente la vita prima della finale dei Camponati di Calcio: Italia – Francia. Narrazione per nulla tecnica o eccessivamente sportiva: semplicemente il gusto di raccontare una storia con toni scherzosi che nel complesso rimandano (e allo stesso tempo vogliono essere un tributo) al Bar Sport

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Frammenti di pepite

Frammenti pepite_mini

"Frammenti di Pepite" è il libro più venduto nei peggiori bar di Caracas, per tenere ferme le gambe dei tavolini che ballano. Ci sono voluti 4 anni per realizzarlo, oltre a 380 litri di birra, 16 damigiane di whiskey e una Schwepps. Ogni pagina trasuda passione, fantasia, speranza, divertimento e friggione. Non necessariamente in quest'ordine. E' una raccolta di brevi componenti caratterizzati dalla ricerca esasperata del buffo che c'e' nel mondo, per dar vita a uno stilema letterario unico e irripetibile. Se dopo quest'ultima frase stai già correndo a comprare l'ultimo di Moccia, fermati un attimo. Volevo dire che è un raccolta di roba facile da leggere, con un sacco di parolacce, di battute facili, di figure da colorare, di rutti e di scuregge. Come dici? Non sai leggere? E perchè sei più ricco di me?

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Pepi

Brillantissimo autore, titolare e responsabile penale del sito

Website URL: http://www.dilloapepi.it

Giovedì, 03 Novembre 2011 00:00

la crisi, dal greco krisis, etimo incerto, a metà tra opportunità e dolore all'ano, colpisce anche le massaie del bolognese. "Ha sentito c'e' la crisi" gridano all'IPAD 2 che le guarda come un ciuco anelante una mela, senza proferir notifica push.

Lunedì, 12 Settembre 2011 00:00


Nel caldo soleggiar del mese nono

lo sbuzzo rape il cor del Porrettano

che inverte destra e manca in modo strano

al Franchi ove Quel serbo è gran patrono.

Martedì, 19 Luglio 2011 00:00
Dopo aver colazionato con waffles piuttosto buoni ci dirigiamo verso l'aeroporto per raggiungere finalmente Oslo. 

Volo in orario e alle 16 del pomeriggio atterriamo. Io sono disperato (si capirà presto in questo racconto che io sono "quello che si lamenta sempre") perchè volevo vedere la partita di calcio del Valerenga, ma uno spostamento all'ultimo della federazione calcio norvegese mi nega la gioia... ma la prima (piacevole sorpresa) è che il clima di Oslo è molto più mite di quello di Bruxelles. La differenza è presto detta: non c'e' vento, rispetto al giorno precedente. Noi arriviamo bardati come Totò e Peppino a Milano: canottiera, magliettina, felpa e giubbino. Il popolo locale ci guarda incuriosito indossando una magliettina a maniche corte. Prendiamo un fly bus che ci porta alla Stazione S di Oslo (mi pare alla cifra di 13 euro a testa) e lì inizia la nostra vacanza norvegese. 

La mia prima impressione? Strade enormi, poco trafficate, pulite. Fast food, ristoranti, negozi di souvenir, minimarket. Per le nostre notti a Oslo abbiamo scelto di soggiornare al Comfort Hotel Xpress, un albergo a 10 minuti dal centro e a 15 dalla stazione S. Albergo gestito da giovani, con macchina dell'acqua calda a disposizione per tutti (una sorta di trappola in cui cadono diversi turisti facendo rotolare bevande bollenti dappertutto), flipper (!), WIFI e computer a disposizione. 



Prime impressioni sulla Norvegia 



- un euro equivale più o meno a 8 corone 

- l'acqua (mezzo litro) nei minimarket costa circa 20 corone 

- ci sono negozi di caramelline dappertutto (non me l'aspettavo! mi aspettavo un popolo freddo e pratico e razionale, invece caramelle ad ogni angolo di strada) 

- il tempo è "variabile", ma nel vero senso della parola: sole, un po' di nuvole, un po' di pioggia (mai battente! quasi sempre gestibile senza ombrello) - la temperatura è un 18-20 gradi non fastidiosa. 

- la carta di credito viene accettata ovunque - ma è divertente anche pagare con le corone perchè a volte ti viene dato come resto un soldino bucato. 

- l'inglese bisogna saperlo bene (e qui Pepi & Pio si allenano da tempo guardando telefilms, inerenti principalmente le ginnaste e le cheer-leaders, in lingua madre) 

- la domenica è deserto dappertutto



Noi arriviamo appunto di domenica, facciamo una bellissima passeggiata al porto, ci mettiamo 2 ore per scegliere dove mangiare e alla fine optiamo per un ristorante Mongolo, uno dei pochi con le cucine ancora aperte alle 22 di sera... finita la cena (buona) increduli della luce che ancora c'e' alle 22.30 facciamo una passeggiata fino al Palazzo Reale. Si fa mezzanotte in un attimo. Non si vorrebbe mai andare a letto, ma fortunamente nel diversamente-dinamico-duo c'e' anche Pepi che comincia a piagnucolare dicendo che un po' bisogna riposare se domani si vuol visitare Oslo come si deve. 

Martedì, 19 Luglio 2011 00:00
Ho un'innata idiosincrasia per i treni italiani. A Pio non piace l'aria condizionata. 

Il volo diretto per Oslo da Bologna c'e' solamente con un aereo di linea a un prezzo esorbitante. Ma... guardando (male) il sito Ryanair vediamo che si può arrivare a Oslo facendo scalo a Bruxelles. 

Le due tratte Bologna - Bruxelles e Bruxelles - Oslo con Ryanair costano molto meno. 

Ed evitiamo di prendere un treno per Milano e Pisa. 

Il volo poi è comodissimo: parte alle 6.35 del mattino da Bologna per l'entusiasmo di Pio e per la mia totale disperazione, che vedo la vacanza iniziare all'insegna del riposino negato. Ma i biglietti, a quell'ora costano pochissimo, e visto che la Norvegia è cara (così dicono! ma sarà vero?) intanto risparmiamo dove possiamo... 

Inconveniente, il volo da Bruxelles per Oslo parte alle 8.20 del mattino, quindi ci è impossibile fare il doppio spostamento in una giornata... staremo un giorno a Bruxelles. 

Se invece fossimo partiti due giorni dopo c'era la possibilità di fare tutto in un giorno, ma avendo noi guardato abbastanza male, ci facciamo un giorno a Bruxelles dove nell'ordine: 1)viene rubata la valigia a Pio da due solerti poliziotti belgi (o belghi? sono combattuto) solamente per insegnarci la lezione che "i bagagli vanno tenuti a vista", 2) c'e' un freddo terrificante che ci sfera e ci scoraggia al pensiero "in Norvegia può solo esser peggio?" 3) mi sono dimenticato di guardare come si arriva al nostro albergo, per troppa semplicioneria 4) negozi di cioccolata ovunque 5) birre alla ciliegia che a mio parere non dovrebbero esistere 



informazioni utili per il viaggiatore: il limite del bagaglio Ryanair è 20 chili in stiva (e si paga! non è compreso nel prezzo), il trasferimento da Charleroi a Bruxelles si può fare col Fly Buss che mi pare costi 11 euro - avvertenza, memorizzate bene dove vi scarica perchè non è così facile da ritrovare :) 







Martedì, 19 Luglio 2011 00:00
"Si. Può. Fare."

inizia così il racconto del nostro viaggio in Norvegia (per comodità ci chiameremo Pio & Pepi, mentre i nostri veri nomi sono Pepi & Pio). Da una vita sognavo di andare in Norvegia, e da sempre sfogliavo i cataloghi vacanza delle grandi navi da crociera, sognando le isole Lofoten, il sole di Mezzanotte, Oslo - il tutto comodamente spanzato sulla più classica delle Hurtigruten. Quando finalmente decidiamo di organizzare il viaggio è Pio a venirsene fuori con l'idea (pagata dai bookmakers a 1.10, tanto era prevedibile)  "Ma se invece di andare coi viaggi organizzati facessimo al solito tutto noi? Noleggiamo una macchina, noleggiamo un aereo, noleggiamo un piroscafo, noleggiamo le Lofoten". Per chi non ci conoscesse siamo la classica coppia diversamente assorita, di quelle che vanno molto di modanelle sit-com americane, con le risate registrate. . Io amo tutto ciò che è relax, pigrizia, poco sbattimento, servizio, bagno nelle vicinanze. Lei è socia-fondatrice del NARS (Nucleo Anti Riposini Saporiti), è iperattiva, non dorme mai, è sempre a pensare cosa si farà dopo, vive le sue ferie con il viso immerso in una cartina, e di tanto di tanto si gira indietro per scorgermi mentre mi affanno a 100 metri da lei, cercando di tenere il suo passo. . 

Dopo averle cercato di spiegare che noleggiare un aereo pare che non si possa (almeno non per gli stipendi di 2 impiegati mediamente collocati nel livello retributivo gerarchico italiano) ci mettiamo su Internet. Grazie all'aiuto dell'amico Rosenborg del forum rossoblu e dei racconti dei lettori di turistipercaso, stiliamo il nostro programma, prenotando più o meno tutto appunto via Internet. "Tutto" comprende 



- 8 aerei 

- 2 macchine a noleggio 

- una quindicina di pullman 

- un paio di treni 

- 15 soggiorni notturni diversi per 19 notti 



l'itinerario sarà (a grandi linee) 



Bologna - Bruxelles - Oslo - Bergen - Prekenstolen - Trondheim - Tromso - Lofoten ... e ritorno!



Se la memoria non mi inganna, e la tastiera non tradisce, proviamo a raccontare questi 19 giorni tutti di filato, per chi volesse seguire le nostre orme, imparare dai nostri errori e visitare proficuamente una nazione che resterà nel cuore per sempre 

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