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Come smettere di lavorare con 47 euro

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Romanzo umoristico-sportivo: è la storia (vera?) di un impiegato che decide di abbandonare l’odiato lavoro in banca per creare una ditta individuale dedita esclusivamente alle scommesse sportive, nella speranza di vivere di rendita stando comodamente seduti a casa e scommettendo su eventi cosiddetti “certi”. Il protagonista passerà dai campi di Serie A, ai campi di Serie B, attraverso folli invenzioni oniriche per legittimare le sue scelte (avventate?)– il tutto per arrivare al gran finale, con l’impiegato che si gioca letteralmente la vita prima della finale dei Camponati di Calcio: Italia – Francia. Narrazione per nulla tecnica o eccessivamente sportiva: semplicemente il gusto di raccontare una storia con toni scherzosi che nel complesso rimandano (e allo stesso tempo vogliono essere un tributo) al Bar Sport

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Frammenti di pepite

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"Frammenti di Pepite" è il libro più venduto nei peggiori bar di Caracas, per tenere ferme le gambe dei tavolini che ballano. Ci sono voluti 4 anni per realizzarlo, oltre a 380 litri di birra, 16 damigiane di whiskey e una Schwepps. Ogni pagina trasuda passione, fantasia, speranza, divertimento e friggione. Non necessariamente in quest'ordine. E' una raccolta di brevi componenti caratterizzati dalla ricerca esasperata del buffo che c'e' nel mondo, per dar vita a uno stilema letterario unico e irripetibile. Se dopo quest'ultima frase stai già correndo a comprare l'ultimo di Moccia, fermati un attimo. Volevo dire che è un raccolta di roba facile da leggere, con un sacco di parolacce, di battute facili, di figure da colorare, di rutti e di scuregge. Come dici? Non sai leggere? E perchè sei più ricco di me?

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Martedì, 19 Luglio 2011 00:00

Day 2 - Bruxelles - Oslo: 20 giugno 2011

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Dopo aver colazionato con waffles piuttosto buoni ci dirigiamo verso l'aeroporto per raggiungere finalmente Oslo. 

Volo in orario e alle 16 del pomeriggio atterriamo. Io sono disperato (si capirà presto in questo racconto che io sono "quello che si lamenta sempre") perchè volevo vedere la partita di calcio del Valerenga, ma uno spostamento all'ultimo della federazione calcio norvegese mi nega la gioia... ma la prima (piacevole sorpresa) è che il clima di Oslo è molto più mite di quello di Bruxelles. La differenza è presto detta: non c'e' vento, rispetto al giorno precedente. Noi arriviamo bardati come Totò e Peppino a Milano: canottiera, magliettina, felpa e giubbino. Il popolo locale ci guarda incuriosito indossando una magliettina a maniche corte. Prendiamo un fly bus che ci porta alla Stazione S di Oslo (mi pare alla cifra di 13 euro a testa) e lì inizia la nostra vacanza norvegese. 

La mia prima impressione? Strade enormi, poco trafficate, pulite. Fast food, ristoranti, negozi di souvenir, minimarket. Per le nostre notti a Oslo abbiamo scelto di soggiornare al Comfort Hotel Xpress, un albergo a 10 minuti dal centro e a 15 dalla stazione S. Albergo gestito da giovani, con macchina dell'acqua calda a disposizione per tutti (una sorta di trappola in cui cadono diversi turisti facendo rotolare bevande bollenti dappertutto), flipper (!), WIFI e computer a disposizione. 



Prime impressioni sulla Norvegia 



- un euro equivale più o meno a 8 corone 

- l'acqua (mezzo litro) nei minimarket costa circa 20 corone 

- ci sono negozi di caramelline dappertutto (non me l'aspettavo! mi aspettavo un popolo freddo e pratico e razionale, invece caramelle ad ogni angolo di strada) 

- il tempo è "variabile", ma nel vero senso della parola: sole, un po' di nuvole, un po' di pioggia (mai battente! quasi sempre gestibile senza ombrello) - la temperatura è un 18-20 gradi non fastidiosa. 

- la carta di credito viene accettata ovunque - ma è divertente anche pagare con le corone perchè a volte ti viene dato come resto un soldino bucato. 

- l'inglese bisogna saperlo bene (e qui Pepi & Pio si allenano da tempo guardando telefilms, inerenti principalmente le ginnaste e le cheer-leaders, in lingua madre) 

- la domenica è deserto dappertutto



Noi arriviamo appunto di domenica, facciamo una bellissima passeggiata al porto, ci mettiamo 2 ore per scegliere dove mangiare e alla fine optiamo per un ristorante Mongolo, uno dei pochi con le cucine ancora aperte alle 22 di sera... finita la cena (buona) increduli della luce che ancora c'e' alle 22.30 facciamo una passeggiata fino al Palazzo Reale. Si fa mezzanotte in un attimo. Non si vorrebbe mai andare a letto, ma fortunamente nel diversamente-dinamico-duo c'e' anche Pepi che comincia a piagnucolare dicendo che un po' bisogna riposare se domani si vuol visitare Oslo come si deve. 

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Pepi

Brillantissimo autore, titolare e responsabile penale del sito

Website: www.dilloapepi.it
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