la crisi, dal greco krisis, etimo incerto, a metà tra opportunità e dolore all'ano, colpisce anche le massaie del bolognese. "Ha sentito c'e' la crisi" gridano all'IPAD 2 che le guarda come un ciuco anelante una mela, senza proferir notifica push.
Di questo passo, fa l'assistente devota alle Iper Tecnologie, non riusciremo neanche più a pasteggiar con l'astice. Senza meno, fa l'altra mentre guarda una lavagna d'ardesia ove sono raffigurati i simboli più diviso e per.
Scrivere stronzate è sempre difficile fa l'una all'altra. Per fortuna che siamo morte dentro, fa l'altra. Parla per te, io mi sono appena rifatta le tette, fa l'Assesrice alla pubblica mobilità. Non ci sono più valori, fa intanto la guardia, guardiando dentro al camioncino portavalori. Porta valori, gli intima allora la signora bolognese mentre si aggiusta una permanente cotonata che è costata il sudore di 15 bambini schiavi a fustellar capelli per 3 ore. Porta gispetto, dice invece la sicula trapiantata di reni al nord mentre si aggiusta una violaciocca sull'utero mai sazio. Porta portese, dice allora quella simpatica, non sapendo di cosa parla, ma l'ha sentito dire all'X factor dal figlio dei Pooh.
E non stavamo parlando della crisi, fa allora una, molto attenta. Cazzo me ne frega, dice allora l'altra aprendo le gambe in segno di stima, quando sarò vecchia, allora comincerò a preoccuparmi. Ma sei morta da 6 anni, dice subito l'Assessore alle pari opportunità. No, dice quella, sono molto volitiva e ho deciso che non sono morta.
Sacrosanto, dice subito il prete guardando l'altare. Per nulla, risponde l'altare, che ormai ne ha viste di ogne e pensa che se non gli aumentano di troppo l'età pensionabile, lui ha già ampiamente dato.

